L’aeroporto Eleuteri di Castiglione del Lago, intitolato al noto aviatore umbro, Leopoldo Eleuteri, nato a Castel Ritaldi (PG) nel 1894 e morto in un incidente aereo sull’aeroporto di Furbara (Roma) nel 1926, asso della caccia della I Guerra mondiale con otto vittorie su aerei nemici; ha i suoi inizi nel settembre del 1918, quindi nel periodo finale della Prima guerra mondiale, soprattutto grazie all’interessamento del conte Romeo Gallenga Stuart, deputato del Collegio di Perugia, e del capo pilota della scuola idrovolanti di Passignano, Anselmo Cesaroni e fu pensata, soprattutto, al fine di reperire un campo per aeroplani terrestri ubicato sulla sponda del lago per unire, in un’unica struttura, l’attività di aerei terrestri e idrovolanti esercitata fino ad allora a Passignano, località che non aveva gli spazi necessari per un campo di volo.

L’aeroporto nasce anche nell’ottica di inserire una struttura aeroportuale in terra umbra, nella nascente rete italiana di campi di aviazione, con caratteristiche ottimali, quali le favorevoli condizioni meteorologiche della zona del lago; la posizione centrale, ben servita dalla linea ferroviaria, la facile reperibilità, importante data la primitiva strumentazione di navigazione di aerei dell’epoca.

La costruzione del vero e proprio aeroporto, con fabbricati e strutture aeronautiche permanenti, avviene comunque negli anni tra il 1924 ed il 1931 con grandi difficoltà, dovute soprattutto allo spostamento della statale 71 che attraversava il campo, ma grandemente favorita dal comune di Castiglione del Lago che vedeva nella istituzione della scuola di volo dell’aeronautica militare, notevoli benefici economici e prospettive occupazionali.

Delle grandi possibilità offerte dal nuovo aeroporto approfittò immediatamente la Sai Ambrosini di Passignano che, con il parere favorevole dell’aeronautica militare, di cui era ditta fornitrice, inserì subito un proprio hangar nella linea di volo del campo, che precedette addirittura la costruzione degli altri hangar militari. La Sai, in passato azienda costruttrice di idrovolanti, aveva così la possibilità di avere un proprio impianto aeroportuale per l’assemblaggio, la manutenzione ed i collaudi in volo di apparecchi terrestri che trasportava attraverso il lago, con un battello appositamente costruito, dai propri stabilimenti di Passignano. La Sai arriverà, in seguito, ad una produzione fatta elusivamente di aerei terrestri di propria progettazione, o costruiti su licenza di altre ditte, che vedranno il proprio battesimo del volo proprio sull’aeroporto di Castiglione del Lago.

Nel dicembre 1931, alla fine dei lavori di completamento delle strutture aeronautiche inizia ad operare la scuola di caccia dell’aeronautica militare che costituirà, fino al successivo periodo bellico, l’attività principale dell’aeroporto castiglionese. Già nel primo anno la scuola, che comprendeva, oltre alla parte pratica di volo, anche tutti i corsi teorici di navigazione, meteorologia e aerotecnica consegna il brevetto militare a 70 nuovi piloti, tra cui molti stranieri soprattutto turchi e spagnoli, inviati dai propri paesi presso l’aeronautica militare italiana a completare il proprio addestramento. I cieli del lago vedono così un’intensa attività aerea, con gli oltre 130 velivoli in dotazione alla scuola, contrassegnati dalla scritta CAS sulla fusoliera, eseguire ogni genere di manovra sullo sfondo delle dolci colline.

Il percorso bellico, dopo il 1939, vede un intensificarsi dell’attività di scuola di volo e anche della consegna di nuovi aeroplani da parte della Sai che vedrà il numero dei propri dipendenti superare, in quel periodo, le 3000 unità, ma segnerà anche l’inizio della fine del periodo “attivo” dell’aeroporto. L’armistizio firmato dall’Italia l’8 settembre del 1943 porterà, infatti, all’occupazione del campo da parte delle truppe tedesche che inizieranno con lo smantellare le attrezzature tecniche più importanti per trasportarle in Germania e finiranno con la demolizione quasi totale di ogni installazione al momento del loro ripiegamento davanti all’avanzata dell’ottava armata britannica.

Anche se distrutto nei fabbricati l’aeroporto divenne, dal luglio 1944, base per la Royal Air Force britannica che lo lascia nel 1945 quando, tornato in possesso dell’aeronautica militare, se ne decide l’utilizzo a scopi agricoli, lasciando in efficienza la sola pista di volo. Per l’aeroporto di Castiglione del Lago giunge un periodo di grande abbandono: l’aeroporto di Perugia vi effettua una parte della propria attività addestrativa o viene usato da altri piccoli aerei di passaggio. Un unico guardiano che abita un moncone di palazzina rimasta in piedi accoglie i rari piloti di passaggio, magari offrendo un caffé preparato nella sua abitazione.

L’aeroporto di Castiglione del Lago è oggi di nuovo funzionante solo come aviosuperficie per il transito di piccoli aerei, ma senza alcuna struttura di supporto, ed è inserito nel Parco del Trasimeno.

Annualmente vi viene organizzato il Meeting di Primavera raduno di aviazione da diporto e sportiva, il Trasimeno Air Festival, fiera internazionale di velivoli e attrezzature per il volo e “coloriamo i cieli” incontro internazionale di aquiloni e mongolfiere.